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FEDERCACCIA sollecita la Regione a recuperare una stagione venatoria partita male.

FEDERCACCIA sollecita la Regione a recuperare una stagione venatoria partita male.

Mercoledì, 1 Settembre, 2021

Nei giorni scorsi la Federcaccia Umbra, riunita in Assemblea dopo gli adempimenti statutari, si è confrontata sulle problematiche che affliggono i cacciatori in questo particolare periodo complicato, non solo per le vicende della pandemia da COVID-19, ma anche per rallentamenti su politica venatoria e sui programmi gestionali.
È emersa una forte preoccupazione per il futuro della caccia, con le problematiche legate alla gestione delle popolazioni selvatiche, in particolare l'abbondanza del cinghiale e la scarsità di altre specie stanziali come fagiano e starne.
La delusione per la vicenda della tortora, che ha portato alla mancata preapertura, e dei valichi ha reso necessaria una approfondita informativa da parte del Presidente Simone Petturiti, perchè i cacciatori sono disposti a fare qualche rinuncia ma non ad essere mortificati, pertanto ci si aspetta che la Regione faccia ogni sforzo per recuperare degnamente e dignitosamente la specie tortora tra le specie prelevabili già dal 19 settembre prossimo.

Inoltre si sollecita la Regione ad affrontare e risolvere altre tre questioni per le quali siamo in grave ritardo.
La prima riguarda gli accordi interregionali per la reciprocità e interscambio dei cacciatori e la mobilità degli stessi tra le regioni confinanti con l'Umbria, in particolare Lazio, Toscana e Marche; la seconda riguarda le deroghe di storno ed altre specie problematiche che sarebbe bene siano autorizzate da subito per non dover riconsegnare più volte documenti ai cacciatori; l'ultima altrettanto importante e urgente è il rilascio delle autorizzazioni per gli appostamenti fissi di caccia, perchè senza questo documento i richiedenti, che in molti casi hanno pagato quote di affitto, non vi possono accedere per la preparazione e la messa in ordine degli stessi capanni di caccia. È inconcepibile se non disdicevole che oramai a ridosso dell’apertura della caccia non ci siano risposte a quanto sopra.
Trattandosi di operazioni annuali e ripetitive sarebbe opportuno che vengano programmate per tempo e non raffazzonate per il rotto della cuffia.