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Perugia - Chiusura anticipata, caos e verità di Vladimiro P.Palmieri

Venerdì, 22 Gennaio, 2016
Perugia - Chiusura anticipata, caos e verità

II mondo venatorio è entrato di nuovo in fibrillazione per la chiusura anticipata al 20 anziché al 31 gennaio, a tré specie cacciabili: tordo bottaccio, beccaccia e cesena. La reazione dei cacciatori è rivolta contro la Regione, contro il Governo, contro l'Europa, contro le stesse Associazioni che li rappresentano per la loro incapacità, dicono, di farsi rispettare o contro tutti quanti messi insieme, facendo di tutta erba un fascio. Prima di entrare nel merito della vicenda è opportuno fare un minimo di chiarezza cercando di riassumere nei termini più chiari possibili e comprensibili per tutti spiegando innanzi tutto cosa è la procedura EU-Pilot 6955/2014. Si tratta di un tavolo di discussione europeo per verificare le accuse agli Stati mèmbri, in questo caso quelle del mondo ambientalista rivolte al Governo italiano di non tutelare adeguatamente alcune specie selvatiche e specificatamente quelle già dette. L'articolo 7 della Direttiva comunitaria 147/2009 stabilisce infatti che gli Stati mèmbri devono garantire che le specie migratorie non siano cacciate durante il periodo di ritorno ai luoghi di nidificazione. Per interpretare la direttiva sulle date di migrazione pre nunziale e Chiusura anticipata, caos e verità del periodo riproduttivo, sono stati predisposti dalla commissione Ambiente, due appositi documenti, questi rappresentano il riferimento della Commissione e di tutti gli Stati mèmbri per l'applicazione dei principi della direttiva stessa. Due paragrafi di questi consentono alle Regioni di fissare date di chiusura nei calendari venatori differenziate rispetto al dato nazionale subordinandolo al fatto che siano in possesso di dati che attestino una differenza nell'inizio della migrazione pre nunziale. Negli stessi documenti si afferma anche che tale differenza è possibile proprio nei paesi in cui le Regioni siano poste a latitudini diverse come nel caso dell'Italia. Dunque le regioni che hanno previsto la chiusura della caccia a queste specie al 31 gennaio sono perfettamente in regola forti anche delle sentenze di alcuni tribunali regionali. Il Governo , chiamato a rispondere a queste accuse, senza acquisire alcuna documentazione da parte delle Regioni e impaurito dall' eventuale procedimento d'infrazione, si è guardato bene dall'entrare nel merito della questione ma, attenendosi alle linee guida nazionali, ha disposto la chiusura anticipata della caccia. Ma credete davvero che l'Ue permetterebbe la caccia al tordo in Spagna, in Grecia e nella stessa Corsica francese fino al 28 febbraio cioè in paesi che insistono più o meno sulla stessa latitudine dell'Italia, se questi non avessero motivato e adeguatamente documentato la decisione? Un'altra domanda va rivolta al ministro dell'Ambiente chiedendogli perché non è ricorso dopo il precedente della stagione venatoria 2014/15 contro i calendari venatori regionali fin da maggio-giugno, cioè al momento della loro emanazione? Forse aveva paura di perdere la partita? Altro che leale collaborazione fra Stato e Regioni, basta esaminare la tempistica: diffida del Governo il 23 dicembre alla vigilia di Natale e comunicazione e sottolineo comunicazione, non notifica del decreto appena cinque giorni prima della chiusura cioè il 15 gennaio, in modo da rendere inefficace qualsiasi ricorso al Òàã del Lazio. In questo caso non vedo alcuna responsabilità delle Regioni.i n generale forse quella di non valorizzare adeguatamente gli Osservatori faunistici regionali e di non pretendere che questi vengano inseriti organicamente nelle decisioni dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale al quale si affida il governo. Lo scontro fra Regioni e L'Europa, il Governo e la e Stato non deve meravigliarci nove di queste hanno promo; un referendum contro le autoi zazioni alle trivellazioni nel m Adriatico per la ricerca del pet lio che sicuramente produrrar più danni ambientali di quali giorno di caccia e metteranno a pentaglio decine di specie mari Passiamo ora alle accuse rivolte le Associazioni venatorie, cioè sindacato dei cacciato
ri stessi, che in questa vicenda, forse que che si stenta a non capire da pa di tutti è che il mondo sta ca biando velocemente e l'attività natoria con esso e questo trc molti impreparati. Così quando ha paura del presente ed ancor ] del futuro si resta immobili ñ guarda indietro; atteggiarne ambedue sbagliati ed è que quello che il mondo venatorio scontando, la mancanza di cor; gio e l'incapacità di attrezzarsi ] affrontare nuove sfide. Quello cui hanno bisogno i cacciatori f una corretta e imparziale inforr zione e che i loro diritti venga tutelati alla pari degli altri citta ni, a partire da un calendario vei torio non soggetto a modifiche naiizzanti come sta accader con la decisione del Governo. Vladimiro P.Palmieri